Il giornale dei Gîtes de Bel-Air · Vaucluse N. 54 — Autunno 2026
L’Écho de Bel-Air
La Sorgue, dalla ruota alla sorgente
Editoriale
Settembre. I turisti se ne sono andati, le cicale hanno smesso di cantare, ed è proprio questo il momento in cui preferisco il nostro angolo di Luberon. La luce si fa più morbida, le terrazze dei villaggi si svuotano e finalmente si può andare in bicicletta a mezzogiorno senza avere la sensazione di sciogliersi.
Cinque anni fa, nel n. 14 di questa rivista, vi avevo accompagnato in bicicletta elettrica fino a L’Isle-sur-la-Sorgue e Fontaine-de-Vaucluse. Vi propongo di rifare l’escursione, ma in modo diverso: questa volta seguiremo il corso dell’acqua. Tutta l’acqua di questo numero sgorga dalla stessa sorgente e ridiscende fino a noi, facendo girare le ruote idrauliche da otto secoli. Una di queste ruote si trova a cinque minuti dagli alloggi, e scommetto che molti di voi ci sono passati davanti senza vederla.
Aux Taillades
Si comincia alla fine del sentiero
Prima di allontanarci, due parole su ciò che abbiamo davanti agli occhi. A Les Taillades, il Mulino di Saint-Pierre fu costruito nel 1859. Inizialmente era un mulino per la robbia — quella radice da cui si ricavava il rosso dei pantaloni dell’esercito francese e che fece la fortuna del Vaucluse nel XIXe secolo — prima di diventare un mulino per la macinazione del grano.
La sua ruota conta 24 pale, il che lo rende uno dei più grandi mulini ad acqua del Vaucluse. Non è la Sorgue a farlo girare, bensì il canale di Carpentras, che attraversa il comune e che offre, lungo il percorso, dei bellissimi sentieri per passeggiate in direzione delle gole del Badarel.
Il mercato del venerdì
Il venerdì sera, il mulino ospita il mercato: produttori e artigiani si sistemano in Place Saint-Pierre al Moulin, dalle 17:00 alle 20:00, da aprile a fine ottobre. Formaggi, verdure, pane, vino della valle: è il modo migliore per fare provviste durante il soggiorno, ed è raggiungibile a piedi dagli alloggi.
Una meta turistica da non perdere
L’Isle-sur-la-Sorgue, la città delle settanta ruote
A sud della città, lungo il canale del Moulin Vert, il Castello Gautier È una dimora signorile costruita nel 1885 su pianta quadrata, al centro di un parco che porta il suo nome. Pierre Gautier, che vi soggiornò, la lasciò in eredità alla città.
L’acqua della Sorgue forniva la forza motrice a tutte le attività artigianali della città: già dal XIIe Nel [secolo], i testi menzionano la presenza di mulini; nel secolo successivo fa la sua comparsa l’industria tessile; seguono poi i mulini per la carta, la seta e le tintorie. La città ha contato fino a settanta ruote sui suoi canali. Oggi ne rimangono una quindicina, ricoperte di muschio, che continuano a ruotare al ritmo della corrente.
In altre parole: questa città ha funzionato per sette secoli grazie a un’industria al 100% rinnovabile. Noi, invece, ci abbiamo messo un po’ a tornare a questo modello.
Una meta turistica da non perdere
Fontaine-de-Vaucluse
Si sale ancora e si arriva alla fine: l’abisso. La sorgente della Sorgue è la risorgiva più importante d’Europa e la quinta al mondo. Essa drena un bacino sotterraneo che si estende dal versante meridionale del Mont Ventoux ai Monti di Vaucluse e alla Montagna di Lure: tutta l’acqua piovana che cade su questo territorio riemerge qui, ai piedi di una scarpata alta oltre 240 metri.
Perché venire proprio adesso?
Le piene spettacolari si verificano in primavera e In autunno, la voragine può sfiatare fino a 90 metri cubi al secondo. In piena estate, il bacino è spesso tranquillo e l’acqua sgorga più in basso. Un consiglio: telefonate all’ufficio turistico il giorno prima per sapere qual è il livello dell’acqua; ne vale la pena.
Il paese deve il suo nome alla sua posizione geografica: Vallis Clausa, la valle chiusa che ha dato origine al Vaucluse — l’unico dipartimento francese a dovere il proprio nome a una curiosità geologica. Petrarca vi scrisse parte della sua opera, e dopo di lui vi si recarono Boccaccio, Chateaubriand, Mistral e René Char.
La grande storia del numero
Cento anni per toccare il fondo
Questo abisso ha rappresentato una sfida per l’umanità per oltre un secolo. Si sapeva da dove usciva l’acqua, ma nessuno sapeva da dove provenisse. Così siamo scesi a dare un’occhiata.
- 1878 Nello Ottonelli, subacqueo, scende a –23 m. Il primo tentativo serio.
- 1938 Il subacqueo Négri ha raggiunto i –28 m.
- 1946 Cousteau e Dumas si immergono a –46 m con l'autorespiratore che hanno appena inventato. L'aria delle bombole è viziata: risalgono sull'orlo dello svenimento.
- 1967 Albert Falco raggiunge i –90 m; lo stesso anno, il velivolo telecomandato Utente di Internet raggiunge i –106 m.
- 1981-83 Jochen Hasenmayer, con un'immersione in apnea, scende a –143 m e poi a –205 m.
- 2 agosto 1985 Fine della partita: il robot Modexa si trova, dopo tre ore di esplorazione, su un fondale sabbioso, a –315 m.
Quando vi troverete in riva al bacino, pensate che sotto i vostri piedi c’è un pozzo verticale alto quanto la Torre Eiffel, e che ci sono voluti centosette anni e una decina di spedizioni per vederne la fine.
Da noi
Il passaggio dal negozio agli alloggi di Bel-Air
Visto che stiamo parlando di cose che non si notano a prima vista: anche da noi bisogna alzare lo sguardo. I negozi dipinti sui nostri muri sono ricchi di dettagli. C’è tutta un’arte nel «mascherare» un rifacimento di intonaco poco elegante con un nido di rondine. I nomi dei proprietari dei negozi sono stati scelti attorno a un tavolo, al termine di discussioni degne delle battute di Pagnol: per non citarli, Serge, Pierre e Jean-Claude.
Alla parete sono state fissate delle cinghie di cuoio, mentre in primo piano sono stati posizionati sul pavimento dei bidoni di solexina e benzina, per dare maggiore profondità al trompe-l’œil. A distanza di cinque anni, la pompa di benzina, il rivenditore di pneumatici nuovi e usati e il negozio di moto «Gilbert Piston» non hanno perso un briciolo del loro fascino.

La fonte in cifre
- Portata annuale 630–700 M m³
- Bacino sotterraneo 1.240 km²
- Temperatura 12,5–13 °C
- Piena autunnale 90 m³/s
- Scogliera 240 m
- Obiettivo raggiunto –315 m
Il percorso, in pratica
- Percorso n. 3 Bicicletta da tempo libero in Provenza
- Distanza 43,9 km
- Dislivello 345 m
- Durata 3 ore e 40 minuti
Percorso interamente su fondo duro, passando per Cavaillon, Les Taillades, Robion e Lagnes. Scarica l'app Geovelo e portatevi con voi una batteria esterna: il GPS consuma molto.
Il calendario della seconda parte della stagione
- 19 e 20 settembre Giornate europee del patrimonio — 43e edizione dedicata al patrimonio fotografico, in occasione del bicentenario dell’invenzione di Nicéphore Niépce.
- dal 16 al 18 ottobre Vignobles en Scène: vendemmia, degustazioni e laboratori nelle tenute del Luberon.
- Ogni venerdì, dalle 17:00 alle 20:00 Mercato dei produttori di Les Taillades, in Place Saint-Pierre au Moulin fino alla fine di ottobre, poi in Place de la Mairie.